E’ comportamento classico del setter inglese quello di filare, entrando in una zona d’effluvio, per poi rimanere in ferma.
Vi sono però dei casi nei quali può fermare di scatto e non compiere la filata, come quando, per vari motivi, anche indipendentemente dalla sua condotta, si trova nei pressi Zeus in ferma….del selvatico; ma più che uno scattare sarà un cadere in ferma. Infatti il setter inglese, anche se sarà costretto a bloccare con decisione, lo farà sempre con dolcezza, mai con la rabbia dei pointer. La ferma classica della razza è quella col posteriore abbassato e la testa più alta, molto tipica quella flessa con il collo disteso al massimo e la testa risalente sopra la linea dell’orizzonte: tipica anche quella a terra ma non con la testa incassata tra gli arti anteriori.
La ferma è sempre più eretta con selvatico avventato da lontano, ma non deve risultare mai troppo tesa sugli arti perché il setter inglese, anche se in tale posizione, dovrebbe mantenersi sempre po’ flesso. Nelle ferme ravvicinate avrà contrazioni del corpo inverosimili e i muscoli eccezionalmente rigidi, con pose anche differenti dalle solite, che fanno trasparire tutta l’importanza del momento. La coda, nella fDuska del Galeazzo in ferma….erma, sia sempre sotto la linea renale, leggermente rialzata sulla punta, a forma di scimitarra, a volte è tesa con l’arco ricadente verso terra. Può rimanere anche orizzontale e in qualche soggetto (forse per particolari genealogie) anche rimontante di molto sulla linea del tronco. Certe correnti di sangue inglesi o americane (anche quelle celebri di Humprey) davano soggetti che in ferma portavano la coda a cipresso e gli allevatori giustificavano tale brutto comportamento con la spiegazione che, dovendo operare in zone dove la vegetazione è alta e il cane del tutto nascosto, solo la coda poteva essere individuata. E vero che la coda a candela è sempre sinonimo di passione, ma la posa è contraria a tutte le regole stilistiche che nobilitano questa splendida razza.
