Fra tutti i cani da caccia non ve n’è uno che sia generalmente più utile, bello, e che abbia miglior olfatto del setter.
Non sono il solo ad essere di questa opinione, perché Daniel, nel suo Rural Sport, dice: Al loro olfatto è indubbiamente superiore, il loro piede più resistente… “, ed “essi debbono essere preferiti al pointer”. Non voglio certamente disconoscere i meriti del pointer o di qualunque altra razza che il cacciatore potrebbe preferire, ma sono specialmente amatore del setter, e sono certo che i lettori mi perdoneranno se do alla mia razza favorita la preferenza su tutte le altre. Non penso già che si possa negare che il setter sia generalmente il più utile tra i cani che si impiegano nella caccia col fucile, giacché è dotato di una resistenza superiore a quella degli altri cani, e, per tante ragioni, appropriato a tutti i terreni ed a tutti i tempi. Il setter può sopportare ugualmente il freddo ed il caldo; il pelo che porta sulle zampe e fra le dita dei piedi gli permette di cacciare nei coperti più folti altrettanto bene che l’épagneul. Questo per il fatto che il setter non è altro che un epagneul migliorato. Non vi è alcun dubbio che i setter di buona razza abbiano l’olfatto altrettanto fine dei pointer, ed inoltre essi divengono, quando voi lo vogliate, degli eccellenti cani per l’acqua ed anche degli eccellenti retriever, ciò che raramente succede col pointer. Sono dell’opinione che tutti i setter, in origine, discendano più o meno dalle antiche nostre diverse razze di épagneul, e credo che la maggior parte degli allevatori di qualche merito sia dell’avviso che il setter non è altro che l’épagneul da ferma migliorato. In qual maniera il setter sia pervenuto ad acquisire una ferma sufficiente è difficile da spiegare, così ne lascio la cura a cervelli più capaci del mio.Il setter, per opinione affermata e riconosciuta da autorità di rinomanza incontestabile, è più antico del pointer; se questo è vero, e tale è la mia opinione, il setter, al principio, non può essere stato incrociato col pointer, onde farlo diventare quello che è attualmente.
Da molto tempo la mia opinione è che i cani accuratamente incrociati tra loro, accuratamente istruiti ed accuratamente condotti sul terreno di caccia, accrescono e sviluppano la propria sagacia, e che un cane intelligente trasmette la propria intelligenza e le sue particolari doti alla sua discendenza. L’uomo è diventato quello che è per causa dello studio, dell’osservazione, della riflessione e della educazione. Perché non sarebbe giunto a perfezione parallelamente il cane mediante un ben compreso allenamento? Se mi è lecito esprimermi in questa guisa, è la forza di conformità naturale, insieme all’allevamento costante delle stesse buone razze, che ha prodotto tutti i cani da caccia attualmente esistenti. Per rendere in maniera più chiara il mio pensiero, dirò che una razza di cani accuratamente istruita di generazione in generazione, acquista, per effetto dell’allenamento e dell’abitudine, una disposizione innata a cacciare istintivamente, ciò che conferisce a questi cani una superiorità su quelli le cui facoltà non sono state in tal guisa coltivate, né così sviluppate, o, in altri termini, su quelli ai quali le qualità naturali non sono state trasmesse. In questi ultimi anni si è grandemente discusso per sapere se le nostre razze di setter siano migliori, o almeno altrettanto buone delle razze dei tempi trascorsi. lo credo positivamente che esse non lo siano. Non esiste attualmente nessuno che possa dire se questa affermazione sia esatta o no meglio di G.H. Ramsay, J.P. di Dervent Villa, Tyneside, questo distinto e vecchio cacciatore che in sua gioventù ha cacciato su tutti i terreni incolti e deserti che si estendono tra Cristenbury Craig, Keelder Castle e Monsey Know, terreni che sono, incontestabilmente, le migliori località del Regno Unito per la caccia del fagiano di monte e della selvaggina acquatica.
Fu questo sportsman tanto rimarchevole per maestria e colpo d’occhio, sebbene sia già in età di ottantadue anni, che il Duca di Northumberland si recò a visitare per curiosità, e per vedere un uomo della sua età cacciare senza occhiali. Sua Grazia fu così meravigliato dell’abilità di questo patriarcale cacciatore, che prese una grouse da lui uccisa e la portò seco al castello onde mostrarla ai propri invitati. Eccezion fatta per un piccolo numero di canili che hanno soggetti di razza pura, che sono stati allevati e sorvegliati con la più Lopez della Bassana…grande cura, io temo che il setter abbia grandemente degenerato e che si sia mischiato (incrociato). Esprimo questa opinione perché ho visto il maggior numero delle razze di altri tempi, e siccome le ho studiate ed osservate con attenzione, ricordo esemplari assai numerosi di gran lunga superiori a quelli che vedo adesso. Questa degenerazione è stata in parte originata dalla negligenza dello sportsman moderno, ma esistono anche altre cause. La moda attuale di cacciare senza servirsi del cane, oggi diffusa a differenza di quanto si faceva prima, è una di queste; i costumi della selvaggina essendo mutati, gli animali selvatici essendo diventati più diffidenti e meno abbordabili, mentre il numero dei cacciatori è aumentato ed i terreni coperti sono diminuiti, è un’altra causa; ma la causa principale è la trascuratezza con la quale si sono effettuati incroci poco giudiziosi e confusi, ciò che ha avuto come risultato di alterare la purezza del sangue. Questa è la causa della decadenza di quella magnifica specie di cane che è il setter irlandese. Come esempio, farò rimarcare, che se io non avessi conservata pura la mia razza di “blue belton”, questa rara e antica famiglia avrebbe degenerato assolutamente come le altre.
Quando il mio cane Dash venne esposto come il primo tipo di blue belton, mi persLiasi che la maggior parte degli amatori e dei giudici non ne avevano mai visti prima di allora. Da quell’epoca diversi cani di questa razza da me allevati sono stati esposti e provati nei field-trial, e posso ricordare, tra gli altri, Daisy di Mr. Garth (Q.C.), Countess di Mr. Purcell Llewellin, Bell di Mr. Dichens e molti altri ancora. Le caratteristiche seguenti si riscontrano nella maggior parte dei setter inglesi, eccezion fatta per quanto concerne il colore e certe particolarità inerenti a qualche razza, particolarità che verranno descritte al momento opportuno. Comincerò dalla testa. Essa dovrà essere lunga e di preferenza leggera, ma non eccessivamente. Non apprezzo un cane con testa massiccia e con la gola largamente tagliata, perché ciò indica della poltroneria e dell’indolenza. Il naso dovrà essere grosso, nero, umidiccio e brillante leggermente depresso al centro, prominente e ben sviluppato alle narici, che saranno aperte. Gli occhi brillanti, grandi, pieni, dolci, intelligenti, esenti da mucosità e cispa, di colore bruno scuro, più o meno, a seconda del colore del cane. Le mascelle ed i denti rettangolari e ben combacianti. Le orecchie poste basse sulla testa ed appiattite contro le guance, dovranno esser piuttosto lunghe che corte, non troppo a punta, e di tessuto morbido e fine. Un cane che punta le orecchie e che le tiene rialzate è brutto. Ciò gli conferisce un aspetto volgare e non quella rotondità del cranio che possiede quando le orecchie sono poste basse ed indietro. Il collo dovrà essere muscoloso e magro, l’incollatura leggermente arcuata, ed il punto in cui il collo si salda alla testa, nettamente marcato; vicino alla spalla il collo dovrà essere ordinariamente più largo e molto muscoloso, senza alcuna giogaia, ma di una forma elegante che è la caratteristica della razza. Considero le spalle come le parti più importanti del setter. Esse dovranno essere poste ben all’indietro, vale a dire molto oblique, e più lo saranno, meglio sarà; le spalle diritte, in piombo, sono cattivo segno, le omoplate saranno lunghe; il dorso dovrà essere corto ed orizzontale. Il cane corto di dorso, cioè dalla spalla sino alla saldatura dei reni col treno posteriore, è quello che disporrà di maggior potenza e di forza. Questa disposizione Setter….è analoga a quella dei meccanismi di una macchina a vapore, nella quale i motori sono coiti e posti nella parte superiore, mentre gli organi di propulsione, di spinta o di leva, sono sviluppati e posti nella parte inferiore. Lo stomaco dovrà essere di preferenza vasto ed il torace profondo; le costole buone, convesse, ben salienti; un cane con lo stomaco stretto manca di forza e non può resistere a lungo’; lo stomaco non dovrà essere rialzato, ma profondo tra le false costole; il rene largo, leggermente arcuato, forte e muscoloso. Le anche ben flesse, ben curvate; le più flesse sono le migliori; è là che giace la potenza della propulsione. L’avambraccio spesso e muscolosissimo; i gomiti ben discesi. I metatarsi corti, muscolosi e diritti. I piedi molto chiusi e compatti. Il piede che io preferisco è quello di lepre, ossia a forma di cucchiaio; questa forma del piede permette al cane di appoggiare sul suolo soltanto la pianta del piede stesso e non le dita; queste ultime dovranno essere ben protette dal pelo che nasce tra di esse e che cresce speditamente man mano che si consuma. I reni incavati sono funesti; come regola generale i cani di tale conformazione non sono resistenti. Le articolazioni maggiormente flesse sono le migliori. L’attitudine all’andatura strisciante contro la quale tanto si erge l’autore del The Dog, è, secondo il mio avviso, lo scopo a cui si deve tendere, perché tale attitudine denota una maggiore forza nelle leve e nella spinta; più le articolazioni saranno flesse, più questa potenza sarà grande; così, per esempio le tigri, i leopardi, i gatti, in una sola parola tutti i felini, i cui movimenti sono striscianti, hanno una potenza di spinta rimarchevole. Tra tutti i setter che io ho visto, quelli in possesso di tale conformazione sono stati i più rapidi ed i più resistenti, perché avevano la più grande potenza di leve e la propulsione più facile. La coscia, cioè la parte compresa tra l’anca ed il garretto, sarà lunga. La coda dovrà essere posta in alto, e sulla stessa linea del dorso, di media lunghezza, coi peli né arricciati né rigidi; leggermente curva, o in forma di scimitarra, ma senza tendenza alcuna a rialzarsi a guisa di tromba da caccia; le sete del pennacchio pendenti in lunghi boccoli ondulati. Il pennacchio non dovrà cominciare all’origine della coda, ma un poco al disotto; deve andare aumentando di lunghezza sino alla metà, ed in seguito diminuire gradualmente sino all’estremità; il pelo dovrà essere lungo, brillante, dolce e serico, ondulato ma senza ricci. Il pelo, a partire dal dietro della testa e seguendo una linea passante per le orecchie, dovrà essere leggermente ondulato, lungo e setaceo, come generalmente si rileva per quello del dorso che dimostra una certa tendenza a separarsi verso il basso del collo. Per me un setter non deve avere troppo pelo, perché questo è indizio di sangue épagneul. La qualità del pelo è il grande “desideratum” perché denota l’alta origine; i peli della gola che formano una specie di cravatta leggera, dovranno rialzarsi decisamente e formare con il collo un angolo pronunciato. Le cosce, e le zampe anteriori sin quasi ai piedi dovranno essere ben fornite di pelo; non vi rammaricate della sua abbondanza, quando però sia dolce, brillante, setaceo.
Nella cerca il setter dovrà essere rapido, ardito, sciolto, portando la testa ben alta, la coda ben messa dietro al corpo durante il galoppo; dovrà percorrere regolarmente il terreno della sua cerca, dovrà cacciare senza gelosia, dovrà essere maneggevole e cambiare di direzione come il lampo; in ferma dovrà essere altrettanto immobile e così rigido quanto una statua.
Esistono dei setter di struttura differente; questi cani sono profondi e stretti nella cassa toracica, e, nel senso della larghezza, sono sottili come un’ardesia od una grata… Essi possono essere suscettibili di una grande velocità; per quanto?
Ho conosciuto diversi di questi cani di provenienza scozzese, e tutti, dopo uno o due giorni di caccia, diventavano perfettamente inutili.
Noi abbiamo anche dei setter di un’altra costruzione, ed anche questa è eccellente. Questi cani hanno una grande profondità di torace, ma le costole sono piatte e non convesse; gli animali così conformati debbono avere però una sufficiente larghezza di torace, tale da lasciare un gioco facile al cuore ed ai polmoni. Tra le due costruzioni io preferisco i cani con le costole convesse e la gabbia toracica profonda. Insomma, la costruzione di un setter dovrà essere quella di un épagneul fortemente costruito.
