Nel passato
Quando la passione, la carta stampata e i primi passi del web raccontavano il Setter Inglese


Fra le varie ipotesi sulla provenienza e l’origine del setter inglese la più attendibile ci sembra essere quella che indica l’antico cane da quaglie spagnolo come il progenitore dell’attuale setter. Il bracco da quaglie altro non era che un antico épagneul, proveniente dalla Spagna, con pelo lungo e setoso, dotato di un buon olfatto e particolarmente adatto a scovare la piccola selvaggina, come quaglie, pernici o starne.
A quel tempo l’unico mezzo per poter catturare la selvaggina – e ci riferiamo grosso modo al XIV secolo – era la rete, che i cacciatori dell’epoca dovevano distendere sopra cane e uccelli per poter effettuare la cattura. Il cane, quindi, doveva limitarsi a individuare la presenza della selvaggina e a indicarne la posizione, avvicinandosi a essa il più possibile e fermandosi poi per qualche istante, in attesa dei tenditori di rete. Agli inizi del XV secolo, il conte de Foix, Gaston Foebus, in un suo famoso testo, descrive un cane dalle caratteristiche ben definite, nel quale si poteva già intravedere un setter e che venne denominato “chien d’Oysel”; questo cane veniva utilizzato, appunto, per la caccia con la rete. Il dottor Cajus, che cercò di classificare le razze conosciute in Inghilterra a quel tempo (1500), parlò di un cane spagnolo, giunto sull’isola dalla Francia, e lo descrisse come un cane bianco a macchie nere, molto abile nello scovare e fermare la selvaggina, tanto da distendersi immobile sul terreno e seguire la preda, strisciando, se questa avesse deciso di allontanarsi pedinando. Dalla seconda metà del Cinquecento fino alla fine del Seicento, altri parlarono di cani somiglianti all’attuale setter, e da alcuni testi e dipinti dell’epoca emerge la presenza di cani simili anche in Francia, utilizzati soprattutto per la caccia con il falco alla piccola selvaggina. A questo proposito sorsero, in quegli stessi anni, alcune polemiche, in quanto alcuni sostenevano addirittura che il progenitore del setter sarebbe stato inizialmente importato dalla Spagna in Francia, dove si sarebbe provveduto ad allevarne parecchi soggetti, giunti poi solo in un secondo tempo in Inghilterra con caratteristiche ormai già ben definite. Polemiche dell’epoca a parte, furono comunque gli inglesi, per primi, a dare al setter quelle peculiarità che riscontriamo ancor oggi nella razza, come, per esempio, la sua caratteristica di “sedersi” o, meglio, di abbassarsi sfiorando il terreno con il posteriore completamente flesso prima di rimanere immobile in ferma. “Setter” significa, infatti, “che ferma seduto”, dal verbo inglese “to sit”. La nascita del moderno setter inglese è comunque indissolubilmente legata al nome di Sir Edward Laverack, che nacque nel 1798 e morì nel 1877.
La sua fama di grande allevatore e cinofilo fu da sempre indiscussa, anche se di fatto Laverack, come egli stesso affermò, non fu il creatore di una nuova razza canina, bensì l’attento perfezionatore di una razza già esistente. Infatti, i suoi primi soggetti, il maschio Ponto e la femmina Oid Moli, furono acquistati dal reverendo Harrison, che da più di trent’anni allevava in purezza questa razza. Per oltre mezzo secolo egli lavorò con profonda dedizione per il miglioramento della razza e, pochi anni prima di morire, scrisse un famosissimo libro dal titolo “setter”, poi tradotto in parecchie lingue, che costituisce ancora oggi una pietra miliare nella letteratura sul setter inglese, per i contenuti profondi e le intuizioni geniali che esso offre. Tale fu la sua fama che ancora ai giorni nostri molti definiscono il setter inglese bianco-nero (blu-bel-ton) con il nome di setter Laverack……



