La salute del cane dipende dal movimento, dalla vita affettiva, dall’alimentazione.
E a ben guardare tutti e tre i fattori sono strettamente collegati fra loro. La salute del cane è nelle nostre mani. Per aiutarci a capire se la dieta è quella giusta si rivela utile l’abitudine di pesare il cane, in particolare modo se un folto mantello nasconde le fattezze dell’animale. In genere sono considerate variazioni non rilevanti quelle che si aggirano attorno al 10-15% rispetto al peso medio della razza. Chi non possiede un cane di razza deve basarsi unicamente sul proprio occhio o la propria mano palpando i fianchi e le anche le quali non devono essere troppo sporgenti. I dimagrimenti sono sempre indice di in un qualcosa che non va, ad eccezione di un aumento dell’ attività. La perdita di peso può avvenire quando cambiamo il prodotto con cui nutriamo il cane, il nuovo prodotto a parità di quantità può essere meno nutriente. Il dimagrimento può accompagnare uno stato di ansia dell’animale, tipico è il senso dell’abbandono provato se il padrone deve allontanarsi per lunghi periodi. Il dimagrimento può essere causato da una malattia di cui non ci siamo ancora accorti, da parassiti, depressione, difficoltà ad alimentarsi dovuta alla convivenza con altri cani (un cane mangia per due e l’altro resta a stecchetto).
Anche il sovrappeso deve porci in allarme. L’obesità può accompagnare o precedere malattie metaboliche di notevole rilevanza patologica, esempio: il diabete.
La dietetica moderna ha ormai dimostrato come eccessi e carenze alimentari siano causa di molte malattie. Per controllare problemi di sovrappeso può essere utile una vecchia prassi di molti allevatori, i quali impongono al cane adulto un giorno alla settimana di digiuno. Tutti i predatori, e gli antenati del canis familiaris lo erano, sopportano dei digiuni fra una preda e l’altra, la cattura della quale non avviene sempre con ritmi regolari e ravvicinati. Comunque l’obesità dei nostri cani è un problema rilevante. Difficile stimare quanta parte della popolazione canina ne sia interessata, alcune valutazioni valide per gli Stati Uniti indicano una percentuale tra il 25 e il 40% di cani in sovrappeso. La varietà delle razze unita alla varietà individuale rende difficile determinare un peso ideale del cane, forse è per questo motivo che spesso i padroni non si accorgono dei chiilogrammi in più ed è invece il veterinario che se ne accorge.
Nella valutazione del peso non fidamioci del colpo d’occhio, i mantelli folti e lunghi traggono in inganno. Nell’uso della bilancia spesso manca il confronto con un peso ideale, dunque il metodo migliore di valutazione del peso consiste nel porre le mani da entrambi i lati della gabbia toracica. Le costole sporgenti indicano un’eccessiva magrezza. Se sentite con facilità ad una ad una le costole e il ventre è ben incurvato verso l’alto e non sporge se osservate il cane di lato, allora l’animale è in un buon peso forma. Se non sentite facilmente, ma dovete cercare le costole e il ventre è curvo verso il basso, allora i chilogrammi sono in eccesso. Palpate anche la parte superiore delle cosce, se avvertite la sporgenza del bacino il cane è troppo magro, se non riuscite ad avvertirla è troppo grasso.
Alle cause dell’eccessiva magrezza abbiamo già accennato, se ad esse non riusciamo a risalire da soli è il caso di sottoporre l’animale a visita veterinaria. Sarà utile saper dire al medico se il cane mangia con appetito o se lascia il cibo nella ciotola. Le cause del sovrappeso non sono difficili da individuare, sono le stesse responsabili del sovrappeso umano: eccesso di calorie, mancanza di movimento. E’ necessario coordinare i due fattori, ad esempio se rincasiamo tardi la sera e la stanchezza di una giornata di lavoro non ci permettono lunghe passeggiate con il cane, la razione di cibo sarà quella di un animale sedentario. In famiglia non raramente accade che il cane sia nutrito con piccoli bocconi dai diversi membri . Oltre a smaltire le calorie, il movimento crea un’abitudine mentale più aperta e il cane avrà meno predisposizione al mangiare per noia più che per appetito, il nutrirsi non deve diventare espressione di una nevrosi. Le abitudini del padrone trasmesse al cane forse sono l’ostacolo più serio in una dieta dimagrante canina. In condizioni normali è bene nutrire il cane una sola volta al giorno, se però il veterinario ha messo il quattro zampe a dieta è consigliabile, se gli orari del padrone lo consentono, suddividere la razione di cibo in più somministrazioni, infatti la digestione consuma calorie e dunque più digestioni durante la giornata comportano una maggiore spesa calorica.
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