Il cane in Campagna

Il cane in Campagna

IL CANE IN CAMPAGNA

I cani, in campagna, o ci vivono o ci vanno per diporto. Quelli che ci vivono, solitamente sono bene educati: ci pensano gli agricoltori, gli allevatori, i pastori, la gente di campagna insomma, a impartire loro le regole di convivenza con gli animali da cortile, le mandrie o le greggi e con gli stessi animali selvatici, ci pensano loro anche a stabilire confini e ambiti nei quali devono muoversi o che devono difendere, a insegnare a loro il rispetto delle colture e a tenersi lontani dai luoghi pericolosi. I cani che ci vanno per diporto, invece, sono, il più delle volte, poco o per niente educati a muoversi in questo ambiente nuovo e tanto più permissivo, in fatto di libertà, alla città. Ma è una libertà apparente e, presto o tardi, il cane e il suo proprietario lo impareranno a proprie spese se non vanno in campagna preparati a dovere.

Tanto per cominciare anche in campagna ci sono luoghi privati e luoghi …condominiali. Il fatto che non ci siano porte da aprire non vuol dire affatto che in un fondo ci si possa entrare a scorrazzare liberamente. Anche un bosco, un prato incolto o un qualsiasi terreno marginale che sembrano sottratti alle coltivazioni possono essere (e lo sono nella maggior parte dei casi) proprietà private e come tali inviolabili da chicchessia, a due o a quattro zampe. Per non parlare poi dei terreni in attualità di coltivazione dove alla violazione del diritto generico di pieno godimento del bene da parte di chi ne ha la proprietà o il possesso, si può aggiungere il danno che il cane vi fa alle colture. Lasciate galoppare a tutta birra un cane, anche di piccola taglia e anche solo per cento metri, in un campo di pomodori o di insalate o di peperoni e vedrete l’effetto devastante che fa.
Liberare poi il cane laddove ci sono animali domestici che razzolano o pascolano liberamente può rivelarsi un vero disastro.

Regole in campagna

Il cane in campagna deve stare accorto se non vuole creare seri guai al suo proprietario. Quindi, prima di sciogliere il guinzaglio, bisogna essere certi di farlo dove si può. Dove? Nei terreni demaniali, tanto per cominciare, in quelli cioè che non sono di proprietà privata (boschi, prati, terreni incolti e non tutti, naturalmente, perché ci sono anche boschi, prati e incolti che sono di proprietà privata), quindi bisogna sapere dove andare. In ogni caso, anche laddove si può, il cane deve essere sempre sotto il diretto controllo del suo proprietario per evitare di nuocere a chicchessia. Prima, allora, di sciogliere il cane in campagna bisogna assicurargli una eccellente educazione di base, quella, tanto per intenderci, che vi permetterà che accorra sempre e prontamente al vostro richiamo o che si metta seduto o fermo anche se glielo comandate quando è lontano da voi.
C’è però una deroga al divieto di entrare nei terreni di proprietà privata, e i beneficiari sono i cani appartenenti alle razze da caccia durante l’esercizio venatorio e nei periodi che precedono l’apertura della stagione venatoria (per l’allenamento). Loro sì, possono entrare dappertutto, o quasi. In ogni caso la loro libertà è condizionata da limiti, divieti, orari e tempi, che sono specificati nella legge quadro sull’attività venatoria e aggiornati o modificati di anno in anno dai calendari venatori regionali di cui, chi esercita l’attività venatoria, è sempre a conoscenza e prende sempre buona nota.

Translate »